LETTERA DEL PARROCO – NATALE 2019

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MISTERO DEL NATALE SEMPRE ATTUALE E VIVO

Cari Fratelli e Sorelle, stiamo arrivando a grandi passi al santo Natale. Quello che celebra il Mistero del Dio che si fa uomo.

Un Mistero che si rivela in Gesù, nato a Betlemme ca. 2000 anni fa. Ma che si prolunga nel tempo, volendo continuare a “prendere carne” in ogni uomo e donna che si apre con la Fede ad Esso. San Paolo infatti sottolinea questa realtà: la Comunità dei Credenti, la Chiesa è vero Corpo di Cristo e noi siamo vere membra sue. È lo Spirito santo, accolto con fede attraverso i Sacramenti, che ci innesta in Cristo Gesù. (Rm 12,4-5; 1 Cor 12,12-27; Ef 1,22-23; 3,6; 4, …; Col 1,18.24).

Celebrare il Natale è dunque occasione di scegliere nuovamente di accogliere Gesù nella nostra vita personale, familiare e comunitaria.

Maria in questo resta il modello insuperato. Ella si apre nella Fede all’annuncio dell’Arcangelo Gabriele. Ella diventa Arca dell’Alleanza che porta questo tesoro in visita ad Elisabetta. Ella partorisce il Messia promesso in un povero rifugio e lo depone nella mangiatoia. Ella lo presenta all’adorazione dei pastori e dei Sapienti stranieri (i Magi).

Accanto a Lei Giuseppe collabora con altrettanta fede e generosa premura. Ma tutto quanto vivono ed operano, lo vivono al margine della cosiddetta grande storia. Lo vivono in poveri villaggi insignificanti di una misera provincia dell’Impero Romano, nota all’imperatore solo per la turbolenza dei suoi abitanti, mai sottomessi. Eppure lì inizia il Regno di Dio. Lì il Regno di Dio si concretizza in rapporti nuovi, inaugurati dal Figlio e da quanti l’hanno accolto.

Da esperienze della vita, nuove luci sui Misteri divini e sul cammino pastorale.

Questo autunno ho potuto rinnovare l’esperienza di accompagnare il gruppo Rover della sezione Tre Pini durante il nuovo campo di lavoro all’estero. Esperienze che mi sono state possibile grazie alla vostra comprensione e benevolenza. Alla comprensione del Consiglio Parrocchiale e alla preziosa e competente collaborazione di don Krystian che ha assicurato le celebrazioni liturgiche principali, affiancato anche dal caro don Luigi.

Sandro Bottani, promotore di queste iniziative di solidarietà, ne da resoconto in un articolo specifico. Cosa ha trasmesso a me l’esperienza di questo anno? Come le volte precedenti è stato prezioso condividere il lavoro, la vita e la preghiera con tutti i membri adulti e giovani del gruppo. Occasione di ascolto, di fraternità gioiosa, di sforzo solidale, di preghiera comune. Ma come e ancor più delle esperienze precedenti, quest’anno sono stato toccato nell’intimo dagli incontri con le persone e i gruppi del posto.

 

Le suore “azul”, dell’Immacolata Concezione, di Castres. Con grande premura e generosità mi hanno accolto a Valadares in casa propria. Libere da formalismi (… un uomo in casa delle suore…), mi volevano non solo assicurare qualche piccolo confort in più che nelle casette dove alloggiavano gli altri membri del gruppo, ma soprattutto l’accesso facilitato alla loro cappellina!

Vero cuore della loro vita di consacrate. Luogo dove nel silenzio mattutino vissuto individualmente e nei momenti di preghiera liturgica comunitaria, dal Cuore di Cristo Eucaristia e dalla sua Parola attingono luce per il cammino lavorativo e forza per pazientare con generosità e calore accanto alle difficoltà delle persone che servono.

I bambini abbandonati della Cidade dos Meninos e la compagnia offerta dai nostri giovani scouts.

Il primo incontro mi ha dato una stretta al cuore. Pochi bambini quasi perduti nel grande spazio del centro che un tempo accoglieva fino a 150 ragazzi! Storie dolorose di abbandono, violenza vista o subita, di degrado personale nel vizio o nella delinquenza dei loro genitori. Perciò sete di accoglienza, sicurezza, affetto. Desiderio di sentirsi riconosciuti, valorizzati, apprezzati nella propria esistenza. Ed ecco scattare con spontaneità, da tutti, ma soprattutto da coloro che nel nostro gruppo erano maggiormente vicini di età, l’attenzione, l’abbraccio, lo scherzo, il coinvolgimento nel gioco, nella danza, nel dialogo nonostante la differenza linguistica. Ciascuno si è giocato con le “carte” che aveva: voce, agilità, tecnologia, disegno, pazienza, ecc. Una parentesi di gioia e serenità, in cui hanno gustato la presenza di persone adulte accoglienti, premurose, giocose, nella completa gratuità. Una parentesi di luce che possa restare nella memoria come aggancio per non perdere la speranza che il bene esiste, anche se piccolo, ed è gratuito. Che si possono avere rapporti umani sinceri, gioiosi e disinteressati.

Il movimento dei Sin Terra e la Cooperativa di selezione dei rifiuti

Due realtà sociali nate e sostenute anche dall’ideale di carità del Vangelo: “Quello che avete fatto anche al più piccolo di questi mie fratelli, l’avete fatto a me.” Carità intelligente, che non si perde in discorsi e lotte partitiche o ideologiche, ma che va al concreto fattibile qui ed ora.

A- Il Movimento di persone che, avendo perso le terre dove vivevano da generazioni a causa di inguistizie legalizzate dei potentati economici, hanno rivendicato il diritto fondamentale di avere un pezzo di terra dove vivere e lavorare! Hanno resistito nell’occupare terre abbandonate o altrui (ma che potevano essere condivise con generosità, come parte dei terreni della Cidade dos Meninos) grazie alla Fede e alla preghiera, e all’impegno di persone che si sono formate in legge per ottenere quello che il diritto, se conosciuto, riconosce.

B- La Cooperativa organizzata dalla Caritas diocesana, per dare a gente disoccupata un lavoro e un salario minimo auto-gestito in corresponsabilità, essendo una Cooperativa. Gente povera, ma che ha ritrovato la propria dignità. Coscienti anche di offrire un contributo alla gestione pulita dell’ambiente.

Il carcere femminile APAC

https://www.avsi.org/it/news/2018/02/19/apac-un-carcere-senza-carcerieri/1533/

I carceri APAC sono istituti di detenzione dove le persone sono restituite alla loro dignità. Sono responsabilizzati nella gestione della prigione portando su di loro uno sguardo colmo di speranza e risvegliando in loro il senso dell’umano. Un gruppetto del nostro gruppo Rover è sato accolto in una di queste strutture. Dopo l’introduzione della responsabile, siamo stati introdotti nel cortiletto dove le prigioniere ci attendevano davanti ai tavolini e alle sedie per la merenda. Il gesto di accoglienza è stata la loro preghiera cantata di invocazione della benedizione divina su di noi, invitati ad accoglierla con mani aperte e basse, mentre loro alzavano le loro mani al cielo e le voglevano verso le nostre teste.

Sedersi con loro che hanno magari più di dieci anni ancora da scontare, condividere i dolcetti e il caffè da loro preparato, incrociare gli sguardi e ascoltare la loro testimonianza di come la guarigione del cuore le spingeva ad accettare quel tempo come tempo di crescita in umanità, col desiderio di insegnare poi ad altri l’importanza del bene e del lavorare per esso… occhi veri, parole vere. Che entrano nel cuore e ti fanno dire: La misericordia di Dio è la salvezza dell’umano!

Torni a casa e desideri solo farla scoprire, fosse anche solo ad una persona, purché viva il resto della sua vita nella pace vera del cuore.

L’Obra social e il Centro educational Emilie a San Paolo

Due istituzioni tra le tante delle suore “azul” in Brasile. Luoghi dove si offre ai bambini delle famiglie più povere di alcune favelas, un dopo scuola molto ben organizzato. Una compagnia che dall’asilo fino all’età adulta offre la possibilità ai bambini di imparare a vivere bene, con gioia e responsabilità.

Dall’imparare a stare a tavola e a servirsi del cibo, al giocare in gruppo con rispetto, al fare con pazienza dei lavoretti, a leggere, a usare il PC, a fare una ricerca o un esperimento scientifico e a presentarli al pubblico, a fare una danza coreografica, a ballare la Capoeira e ad insegnarla a degli scouts (alcuni un po’ imbranati…) venuti dall’altra parte del mondo, a discutere sul proprio futuro, a parlare in pubblico per presentarsi  su un posto di lavoro, a fare teatro fino a mettere in scena, sotto la guida competente di un maestro professionista, la Guerra di Troia!

Vangelo incarnato oggi.

Qualcuno dirà: “Ma don … cosa centra con il Mistero del Natale?”

C’entra eccome! Tante volte, preparando le prediche sul Vangelo, o a voi venendo a Messa dopo aver ascoltato il telegiornale, può sorgere il dubbio: “La religione cristiana, il Vangelo, … tutte favole per consolarsi a buon mercato, … ma nel concreto della vita…”. E invece no! Il Vangelo è vita! E vita vera! Fonte di umanità realizzata. Non sugli schermi dei Mass Media. Ma nel concreto di rapporti finalmente umani .

Il Presepio non è niente di più.

Ma nemmeno niente di meno!

È alla nostra portata, il Salvatore è Emmanuele: Dio – con – noi!

AccogliamoLo e seguiamoLo!

E sarà davvero Buon Natale!

Vostro don Paolo

 

5 gennaio 2020, parrocchiamassagno